Crollo della progettazione, OICE: “La P.A. non fermi le procedure, aggiudichi le gare e stipuli i contratti”

Ad aprile progettazione -53,0% in numero e -6,4% in valore su marzo. Nei primi quattro mesi 2020 il valore a picco: -14,1%. Effetto COVID: fino al 15 maggio rettificate 148 gare per 78,8 milioni di euro; 46,5 giorni la media dei rinvii.

I provvedimenti restrittivi per contrastare la pandemia, con lo smart working nella P.A. e la posticipazione delle gare, pesano anche nel mese di aprile: le gare di progettazione sono 165 per 40,2 milioni di euro e calano del 53,0% in numero e del 6,4% in valore su marzo, rispetto ad aprile 2019 calano del 9,3% in numero e del 22,7% in valore. Forte il peso degli accordi quadro: 9 bandi per 12,1 milioni di euro. Al netto di 10,4 milioni di accordi quadro il calo su marzo sarebbe del 63,4% in numero e del 34,4% in valore. Nel primo quadrimestre 2020 il numero dei bandi di progettazione è stato di 1.186 per un valore di 201,4 milioni di euro: +37,3% in numero ma -14,1% in valore sul primo quadrimestre del 2019.

“In queste settimane si alternano l’ottimismo per la “riapertura” con il pessimismo per la situazione economica – ha dichiarato Gabriele Scicolone, Presidente OICE – i dati del mercato della progettazione ci farebbero tendere al pessimismo, il crollo è evidente, ma vogliamo essere, se non ottimisti, almeno positivi e facciamo appello alla pubblica amministrazione tutta perché non fermi le procedure: aggiudichi le gare e stipuli i contatti. Dobbiamo assolutamente recuperare il ritardo accumulato con tutte le gare prorogate. Lo diciamo da due mesi: senza la collaborazione della P.A. il rischio di un blocco del settore è reale e si materializzerà fra 6 mesi quando i bandi di lavori non ci saranno per assenza di progetti. Molto male l’assenza delle norme acceleratorie sugli appalti espunte dal decreto rilancio, peraltro sparito dai radar. Vogliamo dare fiducia alle dichiarazioni della Ministra De Micheli anche perché adesso è il momento di investire sulle opere pubbliche, non solo con risorse, ma soprattutto con semplificazioni, sburocratizzazione e accelerazioni procedurali, mantenendo alta la guardia con efficaci controlli ex post. Si colga quest’occasione perché ormai il nostro settore è allo stremo. E’ assurdo che per un pagamento si debbano aspettare 6 mesi o che per approvare un progetto ci debbano essere 32 passaggi burocratici; per non parlare di balzelli come la stipula per atto pubblico o le marche da bollo su centinaia di pagine di allegati ai contratti. Roba da Medioevo e non da XXI secolo. Su questo si può e si deve fare moltissimo puntando sula digitalizzazione delle procedure amministrative.”

Tornando ai dati, le gare di progettazione rettificate per gli effetti dei DPCM pubblicati per contrastare la pandemia di COVID-19, e che hanno avuto effetti retrogradi da dicembre 2019, al 15 maggio 2020 sono state 148. Per 80 gare l’avviso di rettifica è intervenuto nel mese di aprile (per 5 gare pubblicate ad aprile, 33 a marzo, 32 a febbraio, 10 a gennaio), per 65 nel mese di marzo (per 20 gare pubblicate a marzo, 39 a febbraio, 4 a gennaio e 2 a dicembre 2019).

Nei primi 15 giorni del mese di maggio rilevati 3 avvisi di rettifica (per 1 gara pubblicata nel mese di maggio, 1 nel mese di marzo e 1 nel mese di dicembre 2019). La media del ritardo tra la prima data di scadenza e quella degli avvisi di proroga è di 46,5 giorni per ogni procedura. Per le 65 rettifiche pubblicate nel mese di marzo, di cui 60 per proroghe e 5 per sospensioni o annullamento, 47,8 giorni, per gli 80 avvisi del mese di aprile (79 per proroghe e 1 per sospensione o annullamento) 48,3 giorni, per i 3 avvisi di rettifica dal 1 al 15 maggio 72 giorni.

Fonte: www.casaeclima.com >> https://bit.ly/3dXYyZs

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